FANTASIA, MEMORIE E SILENZI di Rosalba Spagnolo

NUOVE VOCI
Intervista A Rosalba Spagnolo
di Laura Melania Rocchi
per la silloge
“Fantasia, memorie e silenzi”

“Ho sentito cadere una
foglia ascoltando il silenzio,
crescere un filo d’erba.
Sussurri d’un altrove…”

POETICA
Considero la poesia una commistione inscindibile di sensibilità e di suono. Le sillabe, i fonemi, le parole hanno una loro forza espressiva, che va oltre le rime, le assonanze, le onomatopee. Direi che i sentimenti trovano forza e si incarnano nelle parole stesse; contenuto e forma sono un tutt’uno che si esprime in un suono che diventa respiro. Il mio momento creativo è il primo mattino, quando, nel dormiveglia, la mente è più ricettiva e pronta ad accogliere le emozioni che vogliono andare incontro al mondo. La poesia, infatti, congiunge due dimensioni: quella intima, dell’anima, e quella esteriore che trova corpo nella natura e in essa si materializza.

IL LIBRO
Fantasia, memorie e silenzi nasce da una necessità, un’urgenza, quella di portar fuori delle emozioni e di comunicarle agli altri. Il contenuto sta tutto racchiuso nel titolo. È il racconto di me stessa che si dipana sul filo dei ricordi, impressi non solo nella mente, ma negli occhi, sulla pelle, nel cuore. A partire dai luoghi felici dell’infanzia, avvolti in un’aura iridescente, e poi, via via, gli affetti, la natura. È un libro pervaso di positività, di ottimismo, pieno di mare e d’amore. C’è la capacità di sognare, di giocare con la fantasia, di sentire Dio attraverso la natura e i silenzi. Perfino la morte non fa paura, ma fa indossare grandi ali e risveglia dal sogno della vita.

IL RUOLO DELLA LETTERATURA NELLA SOCIETÀ CONTEMPORANEA

Bombardati dai mezzi di comunicazione, paradossalmente stiamo disimparando a comunicare. La lingua, poi, il nostro caro idioma, subisce continue ingiurie. Il congiuntivo è fuori moda, soppiantato da malvezzi lessicali. La punteggiatura, pochi sanno a cosa serva. Ma sarebbe riduttivo conferire alla letteratura il ruolo di insegnarci a parlare correttamente, il solo ruolo, per lo meno.
Il lettore, lungi dall’essere un soggetto passivo, riceve delle suggestioni, le rielabora e le fa sue. Interagisce con chi scrive e ne viene condizionato, accettando o confutando quanto legge. La letteratura ha, quindi, un ruolo indubbiamente formativo. È per questo che una buona letteratura può influire positivamente sulle coscienze.

LETTERATURA, MEDIA E TECNOLOGIA
Non possiamo ignorare l’evoluzione dei tempi; l’importante è usare la tecnologia e non diventare schiavi di essa. E allora, ben venga internet se serve anche a diffondere la cultura. Non dimentichiamo che la televisione, ai suoi albori, quando non era stata ancora contaminata da reality e telenovelas, ha contribuito ad abbassare il tasso di analfabetismo nel nostro Paese, insegnando a migliaia di italiani a leggere e scrivere, con la trasmissione “Non è mai troppo tardi”.
Personalmente uso internet per contatti con chi, come me, ama la poesia e per venire a conoscenza di iniziative e di eventi. Trovo molto piacevoli alcune trasmissioni radiofoniche di contenuto culturale e auspico che la letteratura, in tutte le sue forme, possa trovare nei media un valido aiuto per una sua diffusione più capillare.

PREFAZIONE alla silloge “Fantasia, memorie e silenzi”
Esistono popoli per mi il mare non rappresenta soltanto una risorsa geografica ambientale, ma per i quali è soprattutto un elemento essenziale della propria cultura, delle proprie tradizioni, della singola vita di ognuno dei suoi componenti. Questo è vero soprattutto per chi è cresciuto con il mare intorno, per chi non ha trascorso neanche un giorno della propria esistenza senza avere davanti agli occhi quell’infinita distesa blu. Rosalba Spagnolo è una di quelle persone. Per lei, come per molti altri, esso è parte della una dimensione interiore, diventa una presenza costante e necessaria per tutti i sensi: il mare si vede, si sente, si tocca, arriva fino alle radici, come un dio plasma chi gli sta vicino trasformandolo in “creatura di mare” (“gli dei del vento e del fuoco /m’hanno adagiata / sulla rena dorala / e ho visto il cielo incendiarsi / e un rosso tramonto/ distendersi sull’acqua”, Cuore di sale ):

Canta il mio mare
dentro a una conchiglia.
Fresca e spumosa
ora se ne va
e subito ritorna
l’onda. Gioca, e rapida cancella
l’impronta appena impressa.
Rabbrividisco un poco
all’azzurra carezza
e dopo
m’accoglie il mare
come liquida culla.
Guizzo, mi tuffo,
galleggio, salto, spruzzo,
do rapide bracciate
verso sirene lontane.
E infine emergo
grondante salsa azzurrità. (Giochi d’acqua)

Il blu è il colore di cui è dipinta anche la silloge poetica Fantasia, memorie e silenzi, a testimonianza di quanto sia difficile per 1’Io poetico prescindere da tale elemento per parlare di sé (“Che cos’è / questa voglia d’azzurro / che mi urge negli occhi, / quest’odore salino / che torna, /fragrante memoria d’estate, / struggente e improvviso / come subito baleno? / E cerca, il mio sguardo, / il cuore rincorre / un pensiero svanito, / Oggi portami al mare / perché muoio di nebbia /in quest’autunno brumoso / che toglie colore alla vita”, Voglia di mare)
La raccolta riflette, come uno specchio, l’immagine dell’autrice, senza alcuna possibilità di fraintendimenti:
Io sono
quello che ho vissuto.
Porto impressi sulla pelle
il mio incespicare,
le mie cadute,
i tanti rovelli,
i pochi trionfi,
lo strazio degli affetti perduti,
la gioia di due vite create,
un amore sublime,
Tutto questo promana da me
e puoi leggerlo
nei miei occhi,
(Nei miei occhi)

Colpisce in Fantasia, memorie e silenzi la necessità, quasi l’esigenza di positività, di ottimismo che sembra tradursi sul piano poetico in una luce che pervade ogni poesia, unita a una quasi imprescindibile ricerca di elementi naturali – aria, acqua, vento – che servono all’autrice sia come sfondo ideale per le sue immagini, sia per spiegare se stessa su un foglio bianco.

Voglio arrivare là
dove il cielo si china
ed accarezza il mare.
Voglio essere
minuto granello di sabbia
che si offre al bacio del sole.
Natura nella natura.
Venite aironi, folaghe e cormorani.
Venite.
Cantiamo la stessa canzone. (Natura)

Le radici di Rosalba Spagnolo sono legate a paesaggi, odori, profumi, sapori della Sicilia, che non sono semplicemente vivi nel suo cuore, ma che la caratterizza irrimediabilmente come persona. È attraverso tali elementi che l’autrice si racconta, come madre, come figlia ma essenzialmente come donna, che nonostante tutto è ancora in grado di fantasticare e di lasciare spazio ai sogni (Vuoi venire con me/ dentro un sogno / senza confini? /Tingeremo il cielo grigio / coi pennelli rosati /dell’aurora. / Cattureremo stelle cadenti / con un retino per farfalle. / Faremo col vento / sculture di nuvole / bianche e spumose / come zucchero filato” , Sogno ) .
Accanto ad essi prendono corpo i ricordi, che all’interno della silloge si fanno strada senza fare rumore, come se fossero stati sempre lì, colonne portanti del castello dei sogni, solida base su cu i costruirli:

Fendo l’aria,
volo nel vento,
con te
sul pegaso d’argento.
Girandole impazzite,
le cocche
del foulard
sbattono
sul
casco,
rotondo c lucente.
Fluttuo,
ondeggio,
assecondo la strada.
Ho ancora vent’anni.
Ancorata a te
respiro la vita.
Il nastro d’asfalto
si snoda
​tra due ali di papaveri rossi. (In moto)

Resta infine da “assistere” ai silenzi che compongono alcune delle liriche più intense di questa autrice. Sono momenti in cui si riescono a sentire anche i più vaghi sussurri, in cui si percepisce il più lieve dei movimenti… in quegli istanti non è necessario gridare per essere uditi perché è spento il” clamore del mondo” (Silenzi a Foppolo) ed è soltanto il silenzio a parlare:

Ho sentito cadere una foglia,
ascoltando il silenzio,
crescere un filo d’erba.
Sussurri d’un altrove,
voci, prima, mai percepite,
E sono rimasta impigliata
in un felice stupore.
Un respiro sospeso tra le labbra.
Ho visto intorno alle parole
un’aura iridescente
in cui si stemperavano
l’anima ed il cuore. (Sussurri)

È proprio così che Rosalba Spagnolo descrive la sua vita, con la consapevolezza che non serve urlare quando si hanno cose importanti da dire. In “un mondo che è dei furbi” e in cui “chi grida più forte l’ha vinta”, “in questo frastuono” lei non urla, bisbiglia (Magari).

, gennaio 2008

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