DI MARE E D’AMORE E D’ALTRE MERAVIGLIE di Rosalba Spagnolo

PREFAZIONE di Pinella Venuti Bonanno

A CAMMINAR PER MARE …

I versi di Rosalba Spagnolo giungono come onde brevi d’un mare d’estate che smerlettano elegantemente sulla sabbia.
“Di mare, d’amore e d’altre meraviglie” è il titolo della silloge e si legge come un protocollo d’intesa.
L’autrice mette subito in chiaro il suo intento: “Ritorno al sangue blu/ della mia terra regale/ azzurro sconfinato/ che allaga lo sguardo”.
L’isola non si abbandona mai, la si porta appresso come fanno i paguri con ostinata indolenza.
Gente strana gli isolani: “Accordo il battito del cuore/ con lo sciabordio di un’onda”. Avanzano remando duramente; procedono sulla terra ferma, attivando codici di navigazione, conoscono le liturgie della gente di mare, sono abilissimi a “non lasciare tracce /a camminar per mare”.
E quando riprendono il viaggio: “Gemme nella valigia /e un refolo scacciapensieri tra i capelli”.
Rosalba Spagnolo, isolana ad alto tasso di salinità, ha tracciato la sua rotta e il suo “cuore di mare” come una cambusa custodisce il sogno. Conosce bene le insidie, i pericoli di quella azzurra vastità e, se arriva l’onda alta del maestrale con la sua valanga di schiuma, sa bene come governare la barca.
Il suo vissuto ci conferma che in mezzo all’uragano ha saputo tenere la rotta, perché un cuore di mare sa che dai naufragi della vita, in qualche modo, si viene fuori e si riprende il largo: una provvidenziale riserva di coraggio e di forza visualizza sempre l’approdo che accoglie e rassicura.
In questa breve, intensa raccolta di versi si percepisce l’inconsistente confine di mare e d’amore che, per incanto, si compone in un mare d’amore e l’amore si racconta con parole di mare: “galleggio /nell’azzurro delle sue pupille /mi adagio nella culla delle sue mani”.
E’ una città del nord, con le sue brume, il porto sognato dalla nostra autrice, il luogo dove magicamente, “si fondono insieme /una falce di mare /e profili nuovi /di torri, tetti e campanili”.
Muta il paesaggio: il mare è altrove, l’isola è lontana, l’uragano è un ricordo; il cuore riconosce un tempo di certezze e sommesso si leva il canto:
Vivo la stagione di mezzo
appoggiata alla quercia del mio amore
e insieme andiamo per mano
perché l’inverno sia
morbido di neve
e caldo del piacere delle piccole cose.

 

 

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