Selene Coccato

SELENE COCCATO
Classe 1980, ligure, ha pubblicato tre romanzi e altrettante raccolte di poesia, diplomata al Centro Sperimentabile di Cinematografia in sceneggiatura e produzione fiction televisiva, attualmente si occupa dell’organizzazione degli eventi artistico/culturali dell’associazione culturale “Gruppo Artistico Le cafe des artistes” di cui è presidente.

09/2010- 01/2011 Stage presso “Videotime – Mediaset” -organizzatore di produzione per “Non smettere di sognare 2” 09/2008-06/2010 Corso di creazione e produzione fiction televisiva Centro Sperimentale di Cinematografia – Milano 10/2006- 06/2007 Corso di sceneggiatura Cinematografica Scuola d’Arte cinematografica SDAC – Genova 01/2006- 06/2006 Corso di scrittura narrativa Corso di narrativa “Giona” c/o Biblioteca Civica di Alassio Dal 2012 Ideatrice responsabile scelte artistiche serate di letture a tema presso “Le cafe des artistes” 2011- 2012 Pubblicista 2011 -2012 Giornalista, sezione recensioni cinematografiche e letterarie Giornale on line: www.paperstreet.it 2007-2011 Giornalista, sezione recensioni cinematografiche e letterarie Giornale on line 2008-2009 Giornalista, sezione Savona e provincia Quindicinale “Riviera” 2007-2009 Giornalista, sezione recensioni cinematografiche e letterarie Giornale on line: Dal 2011 Responsabile eventi letterari e culturali del caffè letterario “Le Café des Artistes” a Pietra Ligure. 2010 co-sceneggiatura cortometraggio “Scusi, sa dove mi trovo?” realizzato per il progetto “Mestieri Oggi e Domani” indetto dal Comune di Milano, regia di N. Falasca e P. Bernardi 2007 co-sceneggiatura cortometraggio “Bibi”, regia di Daniele Stoppani 2007sceneggiatura e soggetto cortometraggio “Titty & Ciuffetti”, regia di Francesca Mantegna.

LA SCRITTRICE SI RACCONTA

Ho scritto “J” all’età di 17 anni, per poi pubblicarlo a 21, perciò è un romanzo che potrebbe essere definito “adolescenziale” o “giovanilista”, eppure raccoglieva già in sè tutti i semi futuri della mia scrittura, o forse un po’ le “fissazioni”, perché ogni scrittore ha dei temi cari che in un modo o nell’altro ripropone in ogni suo testo, allora non lo sapevo, ma oggi, con il senno di poi, posso dire che la figura di Jo, che tanto ho amato e che ancora oggi rappresenta una sorta di ossessione per me, tanto da tornare più e più volte nei miei scritti, altro non è che il mio alter ego, così come la figura di Jolly rappresenta non solo la tipica fascinazione femminile per un uomo tormentato e affascinate, ma anche un altro aspetto della mia personalità.

Per chi ancora non sa di cosa parla “J…

L’amore passionale di Jollyver entra di prepotenza nella violenta e infelice vita di Jo. Attimi di amore rubati si intrecciano alla repressione del sentimento per sfociare in una storia d’amore profonda, quanto mai coinvolgente. Attratto dal temperamento mascolino e ribelle, che differenzia Jo dalle donne fino ad allora conosciute, Jollyver paga un prezzo molto alto pur di starle accanto.

Nel 2004, a 24 anni, ho pubblicato “Fu sempre un treno a separarli”, storia d’amore ambientata negli Stati Uniti dei primi del ‘900. Unico romanzo che non fa parte della serie “J”, ha anch’esso alcuni temi classici della mia produzione, come gli amori contrastati ed infelici, una figura femminile forte al centro delle vicende, l’ambientazione americana, ma tra tutti i miei testi è sicuramente il più originale e l’unico a non avere avuto un seguito se non in un breve scritto intitolato “Lettera d’addio” con cui partecipai ad un concorso letterario.
Per scoprire di più…

Un amore nato in tenera età determina le sorti di due giovani disposti a sfidare la morte per il bene reciproco. Arthur e Sarah, appartenenti a ceti sociali opposti, lottano contro la corruzione, l’ipocrisia e la crudeltà dell’alta borghesia, che li vuole divisi. A separarli, inoltre, i sotterfugi e le bugie di una parente della ragazza, Hilary, e di suo padre, un uomo spietato e potente coinvolto nel contrabbando di gioielli. Avventura, vendette e omicidi si alternano senza sosta nella rocambolesca corsa dei due amanti verso la sopravvivenza, continuamente minacciati da un mondo avverso e denso di pericoli

Il 2004 fu l’anno anche della pubblicazione della mia prima raccolta di poesie: “Le stagioni della vita”, (libro ora introvabile) poesie anch’esse molto adolescenziali, acerbe, cariche di speranza e amore, scritte e raccolte negli anni precedenti. La casa editrice era di Roma (Il Filo) e andai a presentare la raccolta addirittura nella capitale, durante una serata evento in un caffè letterario. Fu la mia prima presentazione letteraria… era il tempo in cui erano ancora gli altri a presentare me e non viceversa…
Tra le diverse presentazioni fatte ricordo con molto piacere quella di Viviana Emily Spada che presentò “J” alla biblioteca di Genova. Una
bella serata, anche se con poca affluenza, ma avrei capito solo con il, tempo che le presentazioni letterarie di scrittori emergenti e pressoché sconosciuti sono eventi complessi e ben poco apprezzati…

Era il 2006 quando pubblicai “J-Ritorno a casa”, ovvero la continuazione di “J”. La prima volta con una casa editrice seria, ovvero non a pagamento (Ennepilibri, Imperia, che oggi non esiste più) e l’inizio di una vera e propria saga… Negli anni, infatti, ho scritto molti racconti e anche poesie con i personaggi di J, come se ognuno di loro vivesse una vita parallela alla mia.
Scrissi la continuazione di J a 26 anni, dopo nove anni dal primo romanzo, perché avevo bisogno di dare un seguito e in parte un finale ad una storia lasciata sospesa, ma ancora oggi, a distanza di 23 anni, non sono ancora riuscita a darle un finale, come una madre che fatica a lasciare i propri figli…😂

“J- Ritorno a casa” narra le vicende di Jo e di Jolly 5 anni e si colloca, temporalmente, a cinque anni di distanza dalla fine del primo romanzo.
Eccolo qui…www.villaggiodellelettere.it/2019/06/17/513/

Dopo “J – Ritorno a casa” la mia produzione letteraria negli anni successivi è stata quasi interamente dedicata alla “saga J”: “J-Gli anni bui” libricino che racconta cosa accadde a Jolly tra la fine del primo romanzo e l’inizio del secondo, come “Tre sfumature di rosa” (quando ancora le sfumature di Grey non esistevano…) ovvero il prequel di J, e “Lettera al padre”, un racconto epistolare pubblicato all’interno della raccolta “Padre se anche tu non fossi” , “Il ritorno” racconto pubblicato nella raccolta “Se il cuore non resta in silenzio”, “Serata bollente” nella raccolta erotica “Nella pelle” (e successivamente messo poi in scena nelle serate degli anni a “Le cafe des artistes”), “Sandy” nell’antologia “L’eroina è merda che sa di vaniglia”. E quando sono giunti gli anni delle letture recitate al caffe (2011-2017), nella prima raccolta di inediti “Sul palcoscenico de Le cafe des artistes va in scena…” è stata la volta di “Punti di vista”, ” delle poesie “Mi dispiace” e “Senza di te” e di cinque sceneggiature messe in scena durante le serate. In seguito, nel 2014, arriva l’e-book con il racconto “Motel MooN” anch’esso con Jo e Jolly come protagonisti e “Viaggio nell’immaginazione”, altro racconto erotico pubblicato in una raccolta omonima e-book, dove ci sono anche “La camera” e “Cosa voglio di più?” anch’essi “figli” di J.
Ognuno di questi pezzi racconta una parte del “Mondo di J” (perciò la mia mostra si chiamò “World J and more”), approfondimenti di episodi narrati nei libri o immaginarie continuazioni che sono poi entrate a fare parte delle sceneggiature dedicate a “J” a partire dal 2011 in poi…

Il 2007 ha visto la pubblicazione della mia seconda raccolta di poesie “Poesie di Luna” (Luna= Selene) – Gabrieli Editori (anch’essa non esiste più), con relativa presentazione alla Mondadori di Alassio e durante una rassegna alla Casa del Priore di Andora. Nei tre anni trascorsi dalla prima raccolta la mia poetica è sicuramente maturata, sebbene ancora molto “immaginifica” …solo il fatto di aver scelto un titolo con la luna, racconta molto del tipo di poesie che sono all’interno della raccolta. Ero ancora concentrata sul futuro, sulle domande fondamentali della vita, su quello che mi aspettava oltre quel presente che conoscevo e mi stava andando un po’ stretto…

Il 2008 è stato l’anno della svolta, del cambiamento. Dopo aver vinto un concorso, sono entrata al Centro Sperimentale di Cinematografia di Milano per un corso biennale di sceneggiatura per fiction televisiva. Lavoravo ancora in agenzia di viaggi e in settimana ero a Milano e il fine settimana in agenzia.
Mi sono spesso sentita dire “i tuoi libri sembrano dei film”, sin da bambina sono stata un’appassionata di cinema (e di cartoni animati!) e la sceneggiatura è diventa così,
per me, il genere più adatto al mio modo di scrivere. Uso poche descrizioni, amo i dialoghi, i personaggi, adoro la costruzione psicologica di ognuno di loro attraverso i gesti e le parole, più che attraverso le descrizioni.
Gli anni al CSC sono stati molto fecondi dal punto di vista della mia produzione letteraria, che ben presto si è trasformata in produzione per serialità televisiva, e nonostante il CSC non mi abbia comunque portato a lavorare nel mondo della televisione (la crisi del settore poco dopo il mio diploma non ha aiutato!), tutto ciò che è venuto dopo è stato il frutto di quei due incredibili anni. Caffè compreso. Non avrei mai potuto ottenere competenze nel settore scrittura cine-televisiva senza il CSC e ora sarei solo una delle tante che si improvvisano “sceneggiatrici”.
Nel biennio al CSC è nato, tra le tante prove di scrittura televisiva, “Villaggio da mare” una serie ambientata in un villaggio turistico, ma soprattutto “Miss Capitano”… altro figlio di “J”… ovvero una serie TV su una donna soldato! E da “Miss Capitano” ho tratto anche due racconti, entrambi inseriti nel Volume “Sul palcoscenico de Le cafe des asrtistes va in scena…”.
Tutto questo per approdare all’ennesima versione di J. Ho trasposto televisivamente i due romanzi e il libricino “J-gli anni bui” in: “J- serie TV”, tre puntate, spostando l’ambientazione in Italia, a Modena. E proprio quest’anno la sceneggiatura è stata finalista del premio “Tre colori- Festival internazionale Inventa un film” di Lenola.
Dopo il CSC a poco a poco ho abbandonato la prosa, scrivendo solo attraverso le sceneggiature … è nato così: “J e poi”, ovvero la continuazione di “J” e “J-ritorno a casa” nella versione serialità televisiva. L’ho pubblicato a partire dal 2013 (ma semplicemente per me stessa perché le sceneggiature non sono romanzi e perciò non sono facili da leggere) cambiando ambientazione (Georgia, Fort Benning anziché Wyoming) perché negli anni mi sono documentata più approfonditamente sul mondo militare americano, e collocandolo tre anni dopo (nel 2010) rispetto al finale di “J- Ritorno a casa”, e ad oggi sono 11 volumi, ora sono alla puntata 73. Scrivo per me stessa, so che J non diventerà mai una serie televisiva, ma la scrittura e terapeutica e quando ho bisogno di sfogarmi o di divertirmi o di rilassarmi, allora mi dedico a lei. Ho creato per i miei personaggi storie incredibili che vanno di pari passo alla mia…ogni episodio che accade a Jo e a Jolly non è altro che la rappresentazione dei mie stati d’animo, anno dopo anno.
Ecco il book trailer di “J e poi”: //youtu.be/UD7Suifkw9A 

Nel 2011 ho pubblicato la mia terza raccolta di poesie “Fattore A.” (Tindari Patti Editori… anche loro scomparsi ormai…), mi ero resa conto di avere molto materiale sul tema “amore” e così l’ho raccolto sotto al voce A. Amore in molte forme, non solo quello tra uomo e donna, poesie brevi, molto vicine alla mia attuale poetica, ma ancora una volta cariche di speranza e sentimento. Nate prima degli anni del caffe.
Nei 7 anni in cui ho avuto Le cafe des artistes (2011-2017)
ho prodotto molte sceneggiature messe in scena durante le serate di lettura a tema e altrettante poesie e come avevo fatto prima di buttarmi a capofitto nel vortice del caffe che in parte mia ha triturata e in parte mi ha arricchita (dal caffe è nata infatti l’associazione culturale Gruppo Artistico Le cafe des artistes e nel 2014 ho aperto l’Art Space dove a tutt’oggi ho la possibilità di esprimermi e sperimentare), alla fine dell’esperienza ho raccolto le mie ultime poesie in ordine cronologico nella raccolta auto pubblicata “Artisticamente” divisa in quattro parti: “dedicato a” ovvero le poesie dedicate ai miei animali, quelli che mi hanno abbandonato nel corso degli anni, “percezioni” le poesie che ancora una volta sono rimaste ancorate alla mia anima sognatrice e carica di speranze, “artisticamente” ovvero le poesie nate per il caffe e “fine dello spettacolo”, ovvero l’eredità degli anni de Le cafe des artistes dove in parte la speranza si è trasformata in coscienza del presente, e dove i sogni hanno lasciato spazio alla realtà. Probabilmente sono le mie poesie più pessimiste e concrete, sfoghi sentiti e necessità di raccontare in brevi frasi quello che ho provato.

Infine, l’ultima eredità del caffè, è stata una spiccata capacità di scrittura sul tema “passione ed eroticità”. Le sarete dedicate a temi passionali erano le più gettonate, così ho prodotto molto materiale “hot”, che mi ha portato ad una nuova avventura (o sfida), ovvero a pubblicare il mio primo romanzo erotico, lo scorso anno (2018), dal titolo “Il guardiano di me stessa/La mia sola padrona” (www.onlinelibri.it/product/il-guardiano-di-me-stessa-la-mia-unica-padrona/) , un doppio titolo perché come già in passato ho giocato con i punti di vista, si tratta infatti di una unica storia narrata dal punto di vista di lei e poi, idealmente capovolgendo il libro, da quello di lui. Pubblicato con “Guido Santi” (casa editrice viva e vegeta che ha una sezione dedicata all’erotismo) sotto lo pseudonimo Carola27, prima in versione e-book e poi in quella cartacea, è stata per me un’esperienza davvero “sopra le righe”. Il genere impone una esagerazione che in altri generi non è permessa, sebbene rispettando sempre determinate regole, ho cercato di creare una sorta di romanzo erotico-psicologico, approfondendo soprattutto la psicologia dei personaggi, più che l’aspetto prettamente sessuale, sebbene quello ovviamente sia centrale. Mi sono divertita, ed è bello quando accade scrivendo, e non è detto che non ripeterò l’esperienza…

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