Laura Adriani

Biografia
Nata ad Assisi, vivo a Foligno, ho una forte passione per a la scrittura e per l’arte della danza. Ho attraversato una dolce e serena infanzia, seppur da bambina un po’ introversa. Nel proseguire degli anni ho amato la lettura e le sue ricchezze. Ho iniziato a scrivere con passione ed aiutata da felici coincidenze incontrai la poesia, nel mio cammino. Nel tempo più recente ho partecipato, anche scrivendo delle composizioni, all’azione di sensibilizzazione e coinvolgimento di un’ Associazione Culturale, della città di Perugia, “Arrivo”. Successivamente ho iniziato ad esprimermi nella formula di diario poetico giornaliero. Ho partecipato a diversi concorsi letterari, e conseguito dei riconoscimenti. Collaborando alla pagina socioculturale di un giornale di informazione locale della mia citta ho cercato di lasciare negli articoli una mia particolare impronta. Sovente, con le mie poesie, vado a sublimare un dolore o esprimere la mia vicinanza a “gli altri”, quasi come a creare una sorta di immaginario mondo alternativo, “più delicato, sincero e struggente”.

L’uomo in una luce d’incanto

Nel luogo dove toccammo un petalo di un fiore
i nostri occhi restavano a guardare.
Quel gesto era un sacro riposare.
Tutto d’un tratto il fiore diventò ancor più bello e grande.
Sorgeva una promessa, una gioia leggera,
nessun petalo vorremmo rovinare.
Ma conoscemmo il vento
e lo sregolato pensiero umano.
Con stupore, tra i nostri passi,
in un prato d’inverno,
comprendemmo il senso di un errore.
Scoprimmo la forte luce dei nostri sguardi.
questa irradiò di nuovo il fiore, il prato, le nuvole,
e si lasciò accarezzare dal vento.
Il fanciullo che gioca sotto il cielo,
insieme a madre terra,
è padrone dei suoi primi colori interiori.
Gli appartengono speciali sensazioni,
le custodisce ora sfuocate, ora più definite,
nel cuore disarmato.
Egli non esita a costruire i primi pensieri del mondo,
grazie alla natura di così placide emozioni.
Un raggio di sole,
riflesso nell’acqua di un fiume,
fa sopportare la quasi assenza di poterci orientare.
Quel fiume scorreva lungo un viale tortuoso e scortese.
Egli nel tempo, ti sa raccontare.
Non potevamo infondo negare
che noi potremmo essere quell’acqua,
ed anche un po’ quel viale.
Vai dolce acqua!
Sii sempre tale!
Resta trasparente.
Come la voce cristallina di un bimbo sereno.

Uno speciale richiamo

Tra i rami d’ulivo trovai
un sì materno ricordo
soffiava una brezza d’autunno
tra fronde di gelsomino
accanto ad antichi mattoni.
Oh bellezza primitiva!
Tenevo aperta la porta del cuore.
Come sospesa sopra una torre,
diventai allegra, diventai gigante.
Sognai i giochi facili di una bimba ridente.

 

 

Oltre

Aldilà di te, sopra i tuoi capelli,
dentro una luce mentre chiudi gli occhi,
verso le monete di un nuovo piacere,
sopra il brillare di un finto belvedere,
accanto al respiro di chi ti sta amando.
Lungo la strada, prima di un suono,
dopo un frastuono dentro un abbraccio
sopra un abete, dentro al ruscello.
Non lontano da una piccola incertezza,
più avanti della paura di un dispiacere,
accanto al tuo respiro.
Mentre costruisci un’altra storia,
oltre la tua mano che sposta un roccia.
Dentro al tuo passo testimone di gloria.
Tra fili d’erba e misteriosi incontri.

L’insieme di noi
Lottava duro per la dignità,
Aveva un animo dentro un fiore,
andava a piedi verso l’orizzonte,
volava da solo per pronunciare parole.
Ripenso al mio dolce fratello,
ma il viaggio va verso tutti.
Gli amici tra i pensieri incontro.
Chi suscitò il mio stupore,
chi vide un mio pianto di gioia.
Sono semi importanti del mio sentire,
questo ci porta a sentirci insieme.
È come un libro prezioso per tutti:
comune sapere, potente pensiero.
Nessuna colpa sarà irrimediabile,
restano gli utili errori e le gioie.
Resta, severa, nelle coscienze
La dolce rete di umanità e amore.
Questa può avvolgerci e accarezzarci,
se stiamo attenti ai cambiamenti.
Come un elastico, muovendo i cuori,
potremmo accogliere i nostri momenti.

I passi d’argento

La forte sete mi invita al cammino
è come un onda, un’ardente attesa
il silenzioso germoglio del fiore
porto pianeti in valige e pensieri
sento l’odore del movimento
moti ondeggianti, richiamo alla veglia
Niente più familiari immagini
nessun rifugio in un calmo domani
seguo memorie di glorie e lamenti
seppur scelgo sogni differenti
Disegno forme, le voglio creare,
presto la danza al momento di ora.

 

Lascia un commento